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Bonus moda 2026, 100 milioni alle PMI: fondo perduto per investimenti

11 Settembre 2026 in Notizie Fiscali

Via libera alla nuova misura MIMIT per sostenere gli investimenti delle PMI della filiera della moda. A disposizione 100 milioni di euro per programmi di sviluppo da 1 a 20 milioni, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese e il 40% agli investimenti nel Mezzogiorno. Per le domande bisogna però attendere il prossimo provvedimento ministeriale.

Arrivano 100 milioni di euro per le PMI della moda.

Con il decreto del 6 agosto 2026, pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 10 settembre, vengono definite le regole della nuova misura destinata a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese della filiera.

L'intervento, previsto dall'articolo 3 della legge 11 marzo 2026, n. 34, punta a rafforzare la competitività del settore sostenendo programmi di sviluppo realizzati in Italia, favorendo l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e le aggregazioni tra imprese.

La dotazione complessiva è di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.

Ma come funziona il nuovo incentivo? Vediamo chi può ottenere le agevolazioni, quali investimenti sono finanziati e quanto può essere riconosciuto alle imprese.

Bonus moda 2026, chi può richiederlo

La misura è rivolta alle piccole e medie imprese operanti nella filiera della moda.

Per accedere alle agevolazioni le PMI devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese e svolgere una delle attività economiche ammesse, individuate attraverso i codici ATECO 2025 riportati nell'Allegato 1 al decreto.

Devono inoltre essere rispettati gli ulteriori requisiti previsti dal decreto ministeriale.

L'accesso non è riservato alle imprese che presentano programmi individuali. Uno degli obiettivi dell'intervento è infatti favorire anche le aggregazioni lungo la filiera.

Investimenti da 1 a 20 milioni di euro

Uno dei dati più rilevanti riguarda la dimensione dei programmi finanziabili.

Per ottenere le agevolazioni, i programmi di sviluppo devono prevedere spese ammissibili comprese tra 1 milione e 20 milioni di euro e devono essere realizzati sul territorio nazionale.

La domanda può essere presentata da una singola PMI oppure attraverso un programma congiunto.

In quest'ultimo caso devono partecipare da tre a sei imprese e il progetto riferito a ciascuna PMI non può avere un valore inferiore a 200.000 euro.

Cosa finanzia il bonus moda

Il cuore del programma deve essere costituito da un investimento produttivo.

Gli interventi possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l'ampliamento della capacità di un'unità esistente, la riconversione o la ristrutturazione di un'unità produttiva oppure l'acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente.

Al programma possono essere affiancati anche progetti di innovazione dei processi e dell'organizzazione, entro il limite del 40% dell'investimento complessivo previsto dal piano di sviluppo.

Spazio anche alla formazione del personale, fino al 20% dell'investimento complessivo.

Per i programmi di investimento produttivo con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro possono inoltre essere previsti progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Quali spese sono ammesse

Per gli investimenti produttivi possono rientrare nelle agevolazioni, nel rispetto delle condizioni e dei limiti stabiliti dal decreto, le spese relative a:

  • suolo aziendale;
  • opere murarie e infrastrutture specifiche;
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • immobilizzazioni immateriali.

Sono ammissibili anche gli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, a condizione che siano destinati a soddisfare i fabbisogni dell'unità produttiva interessata dall'investimento.

Fondo perduto e finanziamento agevolato: quanto spetta

Le imprese possono ottenere un contributo a fondo perduto e, su richiesta, anche un finanziamento agevolato.

Quest'ultimo può essere riconosciuto in misura pari al 20% degli investimenti ammissibili.

Il finanziamento può avere una durata massima di 10 anni, oltre a un periodo di preammortamento fino a tre anni.

Un limite particolarmente importante riguarda l'agevolazione complessiva: la somma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato non può superare il 75% degli investimenti complessivamente ammissibili.

Questo non significa, però, che tutte le imprese riceveranno automaticamente un'agevolazione pari al 75% della spesa.

Le intensità effettivamente riconoscibili dipendono infatti dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell'investimento e dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato applicabile.

25 milioni riservati alle micro e piccole imprese

Dei 100 milioni di euro disponibili, il decreto riserva il 25% delle risorse alle micro e piccole imprese.

Si tratta quindi di una quota pari a 25 milioni di euro.

Un'ulteriore riserva riguarda il Mezzogiorno.

Il 40% delle risorse, pari a 40 milioni di euro, è destinato ai programmi di investimento realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le somme eventualmente non utilizzate nell'ambito delle riserve potranno essere destinate al finanziamento delle altre domande.

Non sarà un click day: prevista una graduatoria

L'accesso alle agevolazioni avverrà mediante una procedura valutativa con formazione di una graduatoria.

Non sarà quindi il semplice ordine cronologico di presentazione delle domande a determinare l'accesso all'incentivo.

Il decreto stabilisce una serie di criteri per l'attribuzione dei punteggi e prevede anche specifiche maggiorazioni.

Tra queste rientrano quelle riconosciute per il possesso del rating di legalità, per la certificazione della parità di genere, per l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o dell'Unione europea e, nel caso dei programmi congiunti, per la partecipazione di imprese che operano in diverse fasi della catena del valore.

Una maggiorazione specifica è inoltre prevista per i piani presentati da imprese nelle quali il costo del personale, sulla base dell'ultimo bilancio approvato prima della domanda, presenta un'incidenza superiore al 15% del fatturato.

Bonus moda 2026, quando partono le domande?

È questo il passaggio che interessa maggiormente le imprese: al momento le domande non sono ancora aperte.

Il decreto ministeriale del 6 agosto definisce la disciplina dell'incentivo, ma rinvia a un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese la definizione dei termini e delle modalità per la trasmissione telematica delle istanze.

Bisognerà quindi attendere questo ulteriore atto per conoscere la data dalla quale sarà possibile presentare domanda.

Le istanze saranno trasmesse attraverso la procedura informatica messa a disposizione dal soggetto gestore.

Cosa devono fare adesso le PMI interessate

In attesa dell'apertura della procedura, le imprese possono iniziare a verificare se rientrano tra i potenziali beneficiari della misura e se gli investimenti programmati rispettano le condizioni previste dal decreto.

Particolare attenzione va riservata all'attività economica esercitata, alle spese previste, alla dimensione complessiva del programma e, per chi intende presentarsi insieme ad altre imprese, ai requisiti stabiliti per i programmi congiunti.

Il passaggio decisivo sarà però il prossimo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese, che stabilirà quando e come presentare le domande per accedere ai 100 milioni destinati alla filiera della moda.

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